Dalla Cornetta al Core Network: Storia di un'Evoluzione Inaspettata
Di David Aulicino
A volte, quando guardo gli schemi di rete complessi che ho sviluppato negli anni per le grandi aziende (che mai avrei immaginato) con cui ho lavorato, mi fermo un secondo a riflettere. Vedo collegamenti tra oltre 100 impianti, datacenter interconnessi in protocollo GENEVE e firewall di ultima generazione. Ma se chiudo gli occhi per un istante, non sento il ronzio dei server. Sento il telefono squillare.
Sembra passata una vita, eppure era solo il 2019.
Le origini: Tra Windows 98 e sogni nel cassetto
Sono sempre stato un amante dell’informatica, un vero “smanettone” da quando, da bambino, mi regalarono il mio primo PC con Windows 98. Eppure, mai avrei pensato di arrivare a lavorare a livelli così alti. Avevo mille sogni, tra cui quello del canto, e al massimo mi vedevo come un generico “tecnico del computer”. Mai avrei immaginato di guadagnarmi, un giorno, il ruolo di Network Engineer Senior.
La trincea: “Pronto, mi sente?”
Tutto è iniziato dal basso della piramide. Lavoravo per un WISP in provincia di Pavia. Mi sentivo ogni giorno in trincea e i “nemici” erano i mille clienti privati che chiamavano per segnalare problemi. È lì che ho iniziato prima a odiare, e poi follemente ad amare, il mondo delle reti.
Fortunatamente, sul mio cammino ho incontrato Yuri, uno dei miei migliori amici e mentore. Mi ha insegnato tantissimo, sia tecnicamente che umanamente. Oggi scherza dicendo: “Ormai sei tu che puoi insegnare a me”, ma gli sarò per sempre grato per avermi formato.
Dopo diverso tempo passato al telefono, sono “salito di livello”: uscivo con gli antennisti, io giù con il PC a mettere in piedi la linea, loro sul tetto. Ho tanti bei ricordi, anche se non mi mancano affatto il freddo e la neve di certe giornate.
La svolta: Studiare mentre gli altri dormono
Dalla palestra dei privati sono passato a quella dei pesi massimi: le aziende. Mi occupavo molto di VoIP (una passione che oggi forse mi vedrebbe un po’ arrugginito davanti a un PBX da configurare), ma sentivo che non bastava.
Lavoravo di giorno e studiavo la sera. La mia evoluzione non è stata un miracolo, è stata frutto di ore passate sui simulatori di rete fino a tardi, studiando quello che non potevo toccare con mano in orario d’ufficio. La spinta decisiva è arrivata da un “no”. Al rifiuto del mio ex principale di farmi un contratto stabile e di pagarmi un corso di formazione per skills che pretendeva avessi, mi sono licenziato.
Il salto di qualità
Con quell’ultimo stipendio mi sono pagato da solo il corso per la certificazione Cisco CCNA. Da lì, le porte hanno iniziato ad aprirsi. Sono approdato nella mia amata (anche se ex) Lan Service Group, un’azienda piena di belle persone (CEO incluso) che consiglio a chiunque cerchi posizioni aperte.
Lì ho imparato tanto da colleghi straordinari come Max, Ale, Ste, Sergio, Luca, Dome, il “BelloPao” (che mi ha insegnato i segreti del BGP) nazionale e molti altri. Mentre lavoravo con loro, ho superato l’esame CCNA, poi la CCNP e altre certificazioni.
Oggi
Oggi la prospettiva è cambiata radicalmente. Non gestisco più l’emergenza del singolo utente, ma progetto infrastrutture critiche. Se guardo indietro a quei giorni in cui configuravo piccoli apparati VoIP, vedo la stessa persona, ma con una consapevolezza diversa. Sono passato dal primo livello di supporto alla gestione di infrastrutture complesse in meno di sette anni.
La lezione?
Le etichette come “Junior” o “Help Desk” sono solo stati transitori. Se hai la fame di imparare e il coraggio di investire su te stesso quando nessuno lo fa per te, la strada dalla “cornetta del telefono” al “Core Network” è molto più breve di quanto sembri.
Ed aggiungerei una seconda lezione, ma non meno importante: MAI SENTIRSI ARRIVATO.
David Aulicino