Dirigere un team: la situazione più comune che nessuno ti insegna a gestire
Quando mi hanno affidato il coordinamento di 6 network engineer ero gasato. Poi il dettaglio: non erano “miei”. Erano consulenti esterni di DXC, con i loro capi e i loro processi. Nel mondo IT enterprise capita di continuo, ma non c’è certificazione che ti prepari a questo.
L’ostacolo anagrafico e la via della collaborazione
A complicare le cose, c’era il gap d’età. Io ho 32 anni, mentre tutti i membri del team partivano dai 40 in su. All’inizio ammetto che questa differenza mi frenava dal dirigerli in modo netto.
Col tempo ho capito che, specialmente in questi casi, la via migliore non è l’imposizione ma la collaborazione. Abbiamo istituito una breve riunione mattutina per scorrere l’ITSM (Servicedesk): l’obiettivo era definire le priorità della giornata e assegnare i vari ticket in modo intelligente, basandoci sulle reali competenze personali di ciascuno.
Sopravvivenza vs. Progettazione
Con un’infrastruttura di 70 impianti, 20 sedi e 2 datacenter, il rischio è affogare nell’operatività quotidiana. Per non smettere di progettare, ho dovuto separare rigidamente le attività:
- Breve termine: ticket, urgenze e troubleshooting.
- Medio termine: change pianificati, upgrade e documentazione.
- Lungo termine: roadmap tecnologica, presales e budget.
Se non dividi i binari, finisci a fare solo il pompiere.
La documentazione come controllo qualità
Con un team in outsourcing, schemi di rete e IPAM aggiornati non sono solo un aiuto tecnico, ma la prova tangibile che stanno lavorando bene. Ho martellato su un concetto base: “se non è scritto, non è fatto”. Alla fine, questa mentalità è passata anche ai più scettici.
Il circo delle terze parti
Oltre al team, andavano gestiti vendor, ISP e partner esterni. Il segreto? Arrivare alle call preparatissimi. Sapere esattamente cosa vuoi e quali sono i vincoli tecnologici dell’altra parte taglia i tempi e azzera i malintesi.
Cosa ti porti a casa
Gestire chi non dipende da te ti insegna l’arte dell’influenza senza autorità. Ti abitua a spiegare il perché prima del come e a costruire fiducia. Non sei un capo, sei una bussola. Ed è un ruolo decisamente più interessante.
Vi è mai capitata una situazione del genere? Come ne siete usciti? Parliamone nei commenti!